Il grilletto lo avete premuto voi


Fabrizio Budano, 50 anni una moglie, tre figli amatissimi ed una vita davanti ancora da vivere aveva fatto perdere le sue tracce da un paio di giorni quando il suo corpo esanime è stato ritrovato lo scorso venerdì nella sua Cliò imboscata tra le frasche vicino al mare di Frigole in provincia di Lecce. Un foro alla tempia partito  da una “Valtro” una pistola a salve modificata per sparare proiettili calibro 7,65 ha fermato per sempre i suoi dolori e le sue sofferenze causate dall’incertezza del futuro .

Tre anni fa era stato licenziato dalla British American Tobacco e assunto da una società ad essa collegata che tuttavia era entrata in crisi subito costringendo i dipendenti alla cassa integrazione. Lo spettro dell’incertezza e del non vedere vie d’uscita per sé e la propria famiglia ed il mutuo da pagare pesano come un macigno sulla coscienza di un cinquantenne che all’improvviso si trova senza lavoro.

Fabrizio è , un suicida di stato ma anche la classica vittima del sistema come tutti coloro che nonostante la volontà di fare, l’impegno a trovare un nuovo lavoro, il talento, lo spirito di sacrificio, la disciplina, lo studio si trovano nella impossibilità di sviluppare appieno la propria personalità. Lo sono anche coloro che, licenziati, non trovano nello Stato il sostegno necessario a vivere dignitosamente in attesa di trovare una nuova occupazione. Così come tutti coloro che, a causa di una eccessiva tassazione, perdono la salute psicofisica necessaria all’esistenza e arrivano a uccidersi. Individui in difficoltà abbandonati a se stessi nell’indifferenza dello stato.  La questione di questa azienda nello specifico fa ancora di più riflettere in considerazione di un’etica comportamentale delle istituzioni. C’è stato un fiume di risorse economiche e di investimenti profusi per la riconversione e la ricollocazione dei dipendenti, la delocalizzazione della British American Tobacco con creazione di start-up ad essa collegate e finalizzate ad assunzioni mai concretizzatesi. Più che di una ristrutturazione produttiva si è trattato di un omicidio produttivo con la sottrazione al Salento di risorse economiche e possibilità di sviluppo ammontante a circa 14ML di euro. I dipendenti della BAT e delle aziende ad essa collegate hanno sfilato ieri dalla sede dell’azienda fino alla prefettura fermandosi sotto la sede del palazzo del Governo cittadino chiedendo al Sindaco Perrone di marciare con loro. La tensione era alle stelle ed in prima fila spiccava lo striscione in ricordo del collega suicidatosi “ FABRIZIO VITTIMA DELL’INDIFFERENZA” mentre un unico coro di voci si alzava  fino al cielo gridando a squarciagola “IL GRILLETTO L’AVETE PREMUTO VOI”. L’emergenza lavoro con le problematiche ad essa connesse è una delle peculiarità che caratterizzano da sempre l’attività de L’ITALIA VERA ma dovrebbe essere anche e soprattutto una realtà operativa tanto dello Stato tout court quanto dello Stato italiano come componente dell’UE. Oltre alle innumerevoli garanzie previste a livello normativo (fin dall’art.3 e 36 Cost.) devono essere previste una serie di tutele concrete a sostegno. La “Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori” fu sottoscritta ed adottata nel 1989 da tutti gli Stati membri, ad eccezione del Regno Unito. Il “Trattato di Lisbona”  vi fa riferimento nel contesto del titolo X sulla politica sociale (articolo 151 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea). Il trattato riconosce altresì la carta sociale europea del Consiglio d’Europa, firmata a Torino nel 1961. La carta è considerata uno strumento politico contenente degli “obblighi morali” volti a garantire il rispetto negli Stati membri di taluni diritti sociali, segnatamente nell’ambito del mercato del lavoro, della formazione professionale, della protezione sociale, della parità di opportunità e della salute e sicurezza sul luogo di lavoro. In essa si chiede espressamente alla Commissione di promuovere iniziative volte a tradurre in atti legislativi il contenuto della Carta. A quest’ultima hanno fatto seguito programmi di azione e proposte legislative che tuttavia attendono applicazione concreta non solo progettuale. Se il pensiero non viene tradotto in azione si rischia di fare solo della retorica senza sostanza. Chi è disoccupato o ha perso un lavoro ed ha famiglia e figli da mantenere ed un mutuo da pagare non se ne fa nulla delle belle parole. Ha un solo due pensieri nella testa: come farò andare avanti? Come sarà il mio domani? E lo Stato è moralmente responsabile delle risposte a tali interrogativi. Mentre, come ben sappiamo, lo Stato non solo non riesce a dare soluzioni spegne anche qualsiasi speranza per il futuro.

Tiziana Montinari – Fiduciaria Lecce Associazione “L’Italia Vera”.

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